Col diffondersi di internet pensavamo di entrare nell’era dell’informazione, un mondo in cui chiunque possa informarsi ed informare. Non e’ cosi’, chi potrebbe informare resta perlopiu’ inascoltato e chi dovrebbe informarsi lo fa sempre piu’ spesso nel modo sbagliato. Cosi’ a diffondersi e’ la chiacchiera. Dunque, benvenuti nell’era della chiacchiera.

In questi giorni mi e’ capitato di leggere un articolo scritto da Fabio Chiusi dal titolo “Contro l’apologia dilagante dell’ignoranza{.ext}”.

Cultura VS ignoranza

Secondo Fabio Chiusi sta:

dilagando una giustificazione a priori dell’ignoranza, e una condanna altrettanto aprioristica di qualunque forma di pensiero sia riconducibile alle etichette ‘intellettuali’ e ‘cultura’

Una contrapposizione causata in parte anche da:

chi ha detenuto le chiavi dell’autorevolezza di quelle forme e modalità del conoscere ‘ufficiali’ ha fatto un pessimo lavoro

Da questo secondo l’autore nasce:

l’odio per qualunque cosa odori anche solo lontanamente di culturale

Leggendo l’articolo pensavo tra me e me: ha proprio ragione, e’ proprio cosi’. Ma dopo, riflettendoci piu’ attentamente ho realizzato che la situazione non e’ possibile vederla con da una parte chi puo’ “insegnare” e non lo fa o lo fa male, e dall’altra chi avrebbe bisogno di essere istruito ma non vuole. C’e’ di piu’ e c’e’ di peggio.

Conoscenza VS superficialita’

Pericolo folgorazioneLa distinzione da fare e’ tra chi cerca di portare avanti una riflessione critica ed autonoma su cio’ che conosce e/o vorrebbe conoscere e chi invece si affida ciecamente ad analisi e riflessioni altrui. Questi ultimi sono quelli che si fanno una idea approssimativa e superficiale su un argomento e da li non si schiodano. Amano circondarsi da chi la pensa come loro, per attaccare tutti assieme chi invece la pensa diversamente.

a) Da una parte abbiamo chi legge o ascolta opinioni differenti, cerca di capire. Consapevole di poter sbagliare cerca, sperimenta, fa esperienza e apprende, per poi, si spera, giungere a una conclusione, formandosi una propria opinione.
b) Dall’altra parte abbiamo invece chi, convinto che gli altri sbaglino, si rifugia tra le mura della sua ottusita’, si circonda di libri che non ha mai letto, o capito, o libri semplicemente stupidi perche’ scritti da stupidi che credono fortemente in cio’ che scrivono o “furbi” che non ci credono, ma “cosi’ li vendo”.

a) C’e’ chi parla poco e ascolta molto, cerca il dialogo e a volte (consapevole delle proprie conoscenze) corregge il suo interlocutore dopo averlo ascoltato.
b) L’altro si riempie la bocca di parole non sue, parole che non capisce o parole vuote che nascondono un pensiero vuoto. Rifugge il dialogo perche’ non lo sa affrontare, zittisce il suo interlocutore con frasi sempre uguali, e’ convinto di conoscere, anzi di piu’, e’ convinto che l’altro non conosca. Si considera un esperto anche se non sa quasi niente, ma quel poco o nulla che sa per lui e’ il tutto. Probabilmente quello che sa e’ pure sbagliato.

a) C’e’ chi quando vuole conoscere qualcosa si sottopone ad uno sforzo di ricerca, studio, apprendimento e approfondimento. E’ consapevole dei propri limiti perche’ conosce se stesso e si affida a fonti autorevoli per capire cio’ che da solo non puo’ capire.
b) C’e’ invece chi si affida a manuali facili, guide passo a passo, che ti lasciano all’oscuro su tutto e ti portano a occhi chiusi davanti al risultato, guide che promettono la felicita’ a persone tristi che non si conoscono e che cercano se stesse fuori da se stesse, in manuali di tutti i tipi, fare soldi, trovare l’amore, vivere felice, sconfiggere le malattie. Persone che vivono le loro nuove convinzioni del momento come folgorazioni. Mode pericolose che si diffondono e, se singolarmente sono non-pensiero debole, assieme diventano non-pensiero forte, portato avanti da persone non coscienti dei propri limiti e dunque pericolose.

Non fatevi ingannare, non sono categorie chiuse, nell’elenco qui sopra qualcuno potrebbe rientrare nella categoria a per alcuni aspetti della sua vita e in quella b per altri. Ci sono diversi esempi di “luminari” che quando parlano di argomenti che non sono di loro competenza non fanno belle figure.

Il fascino dell’illusione

Questi non-pensieri si fanno strada tra la gente, sono affascinanti, controcorrente anche quando si diffondono, contro il potere anche quando lo detengono, contro le regole anche quando le impongono, contro la cultura anche quando ne stanno cercando di creare una tutta loro, contro gli “intellettuali” anche quando dietro questi non-pensieri spesso c’e’ proprio un “intellettuale”.
Eh… pero’ lui e’ diverso, lui sa come stanno le cose.
Ma se fino a ieri la pensava come i suoi colleghi.
Eh… pero’ poi ha capito [la folgorazione ndr]. C’e’ una cospirazione, sui libri che studi non ci sono queste cose, ti devi svegliare, leggi…
Segue elenco di libri con l’autorevolezza di una scritta su un sedile di un pullman.

Eccoli i punti fermi, c’e’ un momento in cui ci si sveglia (la folgorazione), si esce dall’oscurita’ della vita quotidiana per entrare nella luce, e finalmente capire tutto.

Questi non-pensieri non fanno apologia dell’ignoranza, pensano che gli ignoranti siano gli altri. Sono gli altri che, affidandosi a conoscenze diffuse da una non meglio precisata entita’ collettiva, perpetuano inconsapevolmente ingiustizie, errori, malattie, guerre, crisi economiche, ecc.

Sono persone che vivono, come tutti, i drammi del nostro tempo e trovano in questi non-pensieri delle comode risposte alle domande che tutti ci poniamo:
Perche’ succede questo?
Perche’ esiste il male?
Cosa posso fare?

Mentre alcuni cercano da millenni risposte serie a domande serie, loro trovano in pochi click risposte facili a domande difficili. E come quasi sempre accade, le risposte facili non sono risposte, sono problemi.